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sabato 13 luglio 2013

I CONSIGLI PER CERCARE LAVORO SUL WEB

Dai siti utili alle buone pratiche, ecco come sfruttare Internet per trovare un impiego

di Silvio Gulizia

01 (286)Internet è uno degli strumenti più usati per cercare lavoro, ma spesso non è sfruttato pienamente. Chiaramente molto dipende da che tipo di impiego si cerca. Rispondere agli annunci on line di Adecco o Monster, giusto per citare alcuni dei siti più noti, può essere sufficiente per chi cerca un profilo impiegatizio, mentre per i manager sarà per esempio più utile gestire un profilo su LinkedIn
Gestire un profilo significa avere una foto, una biografia in cui si spiega quello che si è capaci di fare e possibilmente si linka il proprio sito o blog. Oggi creare un blog richiede davvero poche capacità tecniche (potete usare Wordpress o puntare su Tumblr se siete più creativi) e il modo migliore per farsi notare è creare post su argomenti che si conoscono, con l’intento di mettere in luce le proprie capacità. In questo caso LinkedIn diventa lo strumento migliore per diffondere il contenuto prodotto. Già che ci siete, chiedete agli amici di farvi l’ endorsement su LinkedIn e magari fatevi scrivere una raccomandazione dalle persone con cui già avete lavorato. Seguite su LinkedIn le aziende in cui vorreste lavorare, controllate se hanno pubblicato degli annunci e connettetevi con i loro dipendenti.



Chi vuole fare lo sviluppatore dovrebbe cominciare a creare qualcosa di proprio e distribuirlo tramite gli store per mobile e desktop. Al contempo, molto utile può essere frequentare network specifici come Bisquits. Ancora meglio: visto che Gild sta per aprire in Italia, buona cosa è registrarsi subito a Coderloop, piattaforma acquisita da Gild che mette alla prova le capacità degli sviluppatori per quando le aziende si rivolgeranno a Gild per il recruiting.

Ai designer invece conviene cercare di farsi invitare in Dribble per creare una vetrina professionale, puntando intanto su 99Design per cominciare a lavorare come freelance e su Tumblr per farsi promozione. La stessa cosa possono farla gli architetti tramite Cocontest e gli aspiranti stilisti con Maison Academia.

Per i fotografi vale lo stesso discorso, ma cambia il network: Instagram (e magari Followgram per gestire l’account) per la promozione, Flickr o 500px per raccogliere i propri lavori e iStockphoto o Gettyimages per cominciare a diffonderli. Più in generale, può essere buona cosa per tutti creare un proprio profilo all’interno di Viadeo, social network dedicato a chi è in cerca di lavoro, così come iscriversi a Jobyourlife, la startup italiana che sfida LinkedIn proponendo solo annunci personalizzati.

Se voi usate Internet per cercare lavoro, ricordatevi che chi ve lo offrirà probabilmente cercherà informazioni su di voi in Rete. Fate in modo che le abbiano direttamente da voi. Acquistate un dominio con il vostro nome e cognome o create un sito su Wordpress o Tumblr usando lo stesso. In alternativa potete puntare su About.me. Soprattutto, date una sistemata al vostro profilo Facebook e rendetelo disponibile per Google & co. Oppure evitate di usare il vostro vero nome e rendete introvabile il vostro profilo. Se però l’avete ripulito all’uopo, allora potete provare a usare Branchout, Facebook e iPhone app pensata per sfruttare amicizie comuni per trovare lavoro.

Queste cose sono fondamentali se volete lavorare in una startup. In questo caso potete cercare annunci su siti come Jobooh e Mappedinworld. Se cominciate a frequentare le comunità di Indigeni Digitali e Italian Startup Scene vi imbatterete spesso in offerte di lavoro legate a questo mondo, ma non solo. Per annunci di lavori creativi ci sono invece Crebs e, appunto, LavoriCreativi.

Chiaramente non potete tralasciare il classico invio di curricula. Uno dei modi migliori di farlo è affidarsi a Jobrapido, startup italiana acquisita per 30 milioni di euro dal gruppo editoriale Dgmt e divenuta il secondo database al mondo per chi cerca lavoro. Qui potete fare ricerche per parole chiave legate alla professione che volete svolgere e per il luogo di lavoro che preferite.

Un’alternativa un po’ geek è cercare sul motore di ricerca di Twitter indicando la professione che vi interessa seguita dalle parole “ offerta di lavoro”, “ annunci” o “ cercasi”. A proposito di Twitter, un’ottima idea è inserire nella vostra bio le parole chiave relative alla professione che volete svolgere e iniziare a postare informazioni, link, considerazioni e magari i vostri post legati ai temi di cui volete occuparvi. Se puntate a lavorare all’estero potete anche twittare il vostro curriculum con l’hashtag #twesume, una moda americana che sta prendendo piede.

Fonte: Wired 


Licenza Creative Commons
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lunedì 27 maggio 2013

STATE OF THE NET: CONFERENZA SULLO STATO DI INTERNET IN ITALIA

Tutto pronto per la terza edizione di State of the Net che si svolgerà il 31 maggio e 1° giugno 2013 a Trieste.

State of the Net è la conferenza sullo stato della rete, in Italia. Analizza le influenze di internet sullasocietà ed esplora i cambiamenti nella cultura, nell’economia, nella politica. Sul divano di State of the Net siedono ogni anno i più originali e autorevoli interpreti italiani e internazionali della cultura digitale. 

Il filo rosso che accompagnerà i due giorni di interventi e conversazioni tra economia, politica, cultura, sport e musica sarà la complessità: come la rete ci aiuta a rappresentare e a fare nuove sintesi della complessità della vita quotidiana, come spesso le aziende si servano delle tecnologie della disintermediazione come nuova sovrastruttura che complica ulteriormente invece di semplificare, come in un’epoca di decisioni veloci e con impatto immediato abbiamo la necessità e la possibilità di fare pensieri lunghi sull’evoluzione della nostra società.  

Consulta  il programma della conferenza e gli  ospiti che la animeranno.

Keynote speech, conversazioni sul divano, tavolini fin quasi sul palco, una platea sempre coinvolta nella discussione, una location unica che aggrega i partecipanti tra riflessioni importanti e momenti di svago. State of the Net non è soltanto un programma denso di interventi brillanti: è una conversazione collettiva che dura due giorni e che coinvolge i presenti in un approfondimento critico e contemporaneo sul modo in cui viviamo, produciamo e ci divertiamo ai tempi della rete.

State of the Net è un’idea di Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello. Fanno parte del comitato promotore alcuni degli esperti più influenti del contesto italiano e internazionale.

mercoledì 27 febbraio 2013

DATI E CRESCITA DEL CANALE INTERNET

Internet OpenNel 1998 i collegamenti ad internet in Italia non arrivavano ai tre milioni, di questi circa il 20% erano utenti privati, mentre l’80% si dividevano tra grandi aziende, operatori del settore, ed i primi pionieri dell’e-business.

L’utenza privata era restia all’utilizzo del web per via degli alti costi e degli scarsi contenuti in lingua italiana.

Le aziende più attente alla tecnologia hanno innazitutto individuato in Internet la possibilità di risparmio e velocità nelle comunicazioni legata all’utilizzo di e-mail, scambio files e importazione/esportazione dati e, parallelamente, vi hanno colto l’opportunità di pubblicare pagine web con informazioni sui prodotti a supporto commerciale sia tanto dal punto di vista business quanto da quello consumer.

I numerosi pionieri dell’e-business sono stati piccole o nuove aziende che hanno trovato nel web un’alternativa ai canali di marketing tradizionali, i quali richiedevano investimenti fuori dalla loro portata.

Potrei citare qualche centinaio di queste aziende pioniere, le quali non avrebbero mai raggiunto livelli di fatturato considerevoli senza un corretto utilizzo di internet. Piccole aziende, ditte individuali, a conduzione familiare, che oggi forniscono i loro prodotti/servizi a livello nazionale e/o internazionale concentrando i propri investimenti nei reparti produttivi e, ovviamente, nell’innovazione ed aggiornamento del marketing on-line.

All’inizio del 2011 in Italia si contano piu di 25 milioni di utenti collegati ad Internet, il 42% degli italiani è collegato a internet. La comunicazione on-line è in crescita continua e costante (+5.5% nel 2010), rispetto ai canali tradizionali in continuo declino (affissioni –25.4%, stampa –16.0%, radio –7.0%, cinema –4.4%, televisione –10.2%).

Sono più di un miliardo gli utenti nel mondo ad utilizzare internet mediante il mobile, grazie anche a smartphone e tablet, la comunicazione on-line ottiene un ulteriore sviluppo, e una volta tanto in Italia siamo i primi in Europa con una penetrazione del 150% (Spagna 138%, Germania 135%, Inghilterra 128%, Francia 94%).

Giovanni Zappalà

Link: crms.it